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ELEMENTI DI DETTAGLIO·Dettaglio degli importi fatturati

Dispacciamento

Il dispacciamento è l'attività di bilanciamento istantaneo fra energia immessa e prelevata sulla rete elettrica nazionale, gestita da Terna. In bolletta appare come voce della spesa per la materia energia.

Definizione Ufficiale ARERA

Il dispacciamento è il servizio che garantisce in tempo reale l'equilibrio fra l'energia immessa in rete dai produttori e quella prelevata dai consumatori. Senza un bilanciamento istantaneo la frequenza di rete si discosterebbe dai 50 Hz nominali, con rischio di blackout. L'attività è gestita da Terna S.p.A., concessionaria del servizio di trasmissione e dispacciamento per l'Italia. Terna acquista sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) le risorse necessarie a riserve di frequenza, regolazione di tensione, riavvio dopo blackout. In bolletta il dispacciamento entra nella spesa per la materia energia attraverso due componenti: il corrispettivo PD (uplift di dispacciamento), regolato e uguale per tutti i fornitori, e la componente DispBT specifica per i clienti in bassa tensione.

Cosa Significa in Pratica

Il dispacciamento è quello che tiene viva la rete elettrica minuto per minuto. Ogni volta che qualcuno accende un forno o un'azienda spegne un impianto, Terna chiede a chi produce di alzare o abbassare la potenza per mantenere l'equilibrio. Il costo di questo servizio finisce in bolletta. Da non confondere con il trasporto. Il trasporto è il costo fisico di portare l'energia dai punti di immissione (centrali, parchi rinnovabili) al contatore: tariffa TIT per la rete di trasmissione, tariffa TIME per la distribuzione locale. Il dispacciamento è invece il costo di bilanciare l'intero sistema, indipendentemente dal percorso fisico. Per il cliente finale entrambe le voci sono regolate da ARERA e non variano fra fornitori. Sono importi che paghi indipendentemente da quale venditore hai scelto: il margine commerciale dei fornitori si gioca solo sulla componente energia (PUN più spread) e sulla quota fissa. Negli ultimi anni la quota dei costi di dispacciamento è cresciuta per via della maggiore penetrazione delle rinnovabili non programmabili (eolico, fotovoltaico), che aumentano il fabbisogno di riserve. È un costo strutturale destinato a crescere con la transizione, da considerare quando si confrontano voci di bolletta su periodi pluriennali.