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Guida Energia

Aumento Bolletta Luce Luglio 2026: Cosa Cambia

Dal 1 luglio 2026 scattano due aumenti diversi: la Maggior Tutela sale del 4,6% per i soli clienti vulnerabili, gli oneri di sistema aumentano per tutti. Chi paga cosa, e quanto vale davvero in euro.

A cura di: Redazione LimeonAggiornato: 9 min lettura
Sagome di tralicci contro un cielo rosso, con il sole basso sull'orizzonte

Quanto vale il PUN a luglio 2026?

Il PUN Index GME di luglio 2026 è stato 186,23 €/MWh, cioè 0,1862 €/kWh: il mese più caro degli ultimi dodici, e il 13.7% sopra la media dello stesso periodo 2025. È il prezzo all'ingrosso dell'energia fissato ogni giorno dalla Borsa Elettrica, e lo paga chi ha un'offerta di mercato libero indicizzata al PUN, come Limeon FLEX, senza alcuno spread aggiunto sopra. Attenzione a non confonderlo con l'aumento della Maggior Tutela: quel +4,6% del terzo trimestre 2026 riguarda solo i clienti vulnerabili ancora in tutela, ed è un numero diverso, calcolato da ARERA su un paniere di costi più ampio del solo PUN. La media degli ultimi 12 mesi (agosto 2025-luglio 2026) resta più bassa, a 0,1246 €/kWh: luglio è stato un picco stagionale, non il livello tipico dell'anno. Il dato è definitivo, calcolato sul mese chiuso: Limeon pubblica solo valori di mesi già conclusi, mai stime in tempo reale.

PUN luglio 2026
186,23 €/MWh (0,1862 €/kWh) - PUN Index GME
Variazione annua
+13.7% sui primi 7 mesi 2026 rispetto allo stesso periodo 2025
Media rolling 12 mesi
0,1246 €/kWh (agosto 2025 - luglio 2026)
Chi paga questo prezzo
Clienti a mercato libero con offerta indicizzata al PUN, es. Limeon FLEX (PUN puro, nessuno spread)
Non confonderlo con
Il +4,6% Maggior Tutela del terzo trimestre 2026, che riguarda solo i clienti vulnerabili ed è un numero ARERA diverso dal PUN
Fonte
PUN Index GME, ingest ufficiale Limeon (my.limeon-energy.it/public-api/pun-monthly)

Cosa Succede alla Bolletta della Luce da Luglio 2026

Il 25 giugno 2026 ARERA ha deciso due aumenti che partono entrambi dal 1 luglio, ma che riguardano platee diverse. Il primo è il +4,6% della Maggior Tutela nel terzo trimestre: tocca solo i circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora in tutela. Il secondo è l'aumento degli oneri di sistema, e quello invece compare su ogni bolletta italiana, mercato libero incluso.

I due aumenti sono stati annunciati lo stesso giorno e si sono mescolati nei titoli, dove il secondo è spesso diventato un "+10% in bolletta". Non è quello che dice la delibera. In questa guida separiamo le due cose: chi paga cosa, quanto vale davvero in euro l'aumento degli oneri di sistema, e quali voci della bolletta un fornitore può toccare e quali no.

Chi È Davvero Interessato dal +4,6% della Maggior Tutela

Il +4,6% del terzo trimestre 2026 si applica esclusivamente ai clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela. Sono le persone che, per età, condizioni di salute, disagio economico o insularità, hanno diritto a restare nel regime tutelato con condizioni economiche aggiornate ogni trimestre da ARERA.

Se invece hai già un contratto sul mercato libero, il tuo prezzo non è quello della Maggior Tutela: dipende dalle condizioni del contratto che hai firmato. Il rincaro annunciato da ARERA non ti viene applicato in automatico, ma il contesto di mercato che lo provoca (i prezzi all'ingrosso) può comunque riflettersi sulla tua spesa, a seconda del tipo di offerta.

SituazioneTi riguarda il +4,6%?Ti riguardano gli oneri di sistema?Da cosa dipende la materia energia
Vulnerabile in Maggior TutelaSì, dal 1 luglio 2026Sì (è già dentro il +4,6%)Condizioni ARERA aggiornate ogni trimestre
Mercato libero, prezzo indicizzato (PUN)No (non l'aggiornamento ARERA)Sì, dal 1 luglio 2026Prezzo all'ingrosso PUN del mese
Mercato libero, prezzo fissoNo, per la durata del bloccoSì, dal 1 luglio 2026Prezzo bloccato da contratto
Servizio a Tutele GradualiNoSì, dal 1 luglio 2026PUN più spread fissato dall'asta ARERA
Il prezzo fisso blocca la materia energia, non l'intera bolletta: gli oneri di sistema restano fuori dal blocco perché non li stabilisce il fornitore.

L'Altro Aumento del 1 Luglio: gli Oneri di Sistema

Lo stesso 25 giugno, con la delibera 227/2026/R/com, ARERA ha alzato la componente ASOS degli oneri di sistema. È la parte che finanzia gli incentivi alle fonti rinnovabili e le agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia, e pesa da sola oltre il 95% della voce oneri di sistema. Il motivo dichiarato non è il prezzo dell'energia: serve a ricostituire la liquidità della CSEA, la cassa pubblica che raccoglie e redistribuisce questi importi, il cui conto ASOS incassa da anni meno di quanto eroga.

Questo aumento non conosce regimi di mercato. Lo pagano i circa 30 milioni di clienti domestici e i 6,7 milioni di utenze non domestiche italiane, che siano in tutela, nelle tutele graduali o nel mercato libero, con prezzo fisso o indicizzato. Nessun fornitore lo stabilisce, nessun fornitore ci guadagna sopra: lo incassa e lo riversa.

Quanto Vale Davvero quel "+10%"

Qui serve chiarezza, perché il numero circolato sulla stampa è corretto ma viene letto male. Il 10% è l'aumento della componente ASOS, non della bolletta. Per un'utenza domestica residente la quota energia ASOS è passata da 2,8657 a 3,1515 centesimi di euro per kWh: +0,2858 centesimi al kWh, cioè il 9,97%.

Consumo annuoAumento ASOS all'annoAl mese
2.000 kWh (cliente tipo ARERA)circa 5,72 €circa 0,48 €
2.700 kWh (cliente medio ARERA)circa 7,72 €circa 0,64 €
4.000 kWh (famiglia numerosa)circa 11,43 €circa 0,95 €
Importi al netto dell'IVA, calcolati sulla sola quota energia ASOS (+0,002858 €/kWh) per utenze domestiche residenti in bassa tensione. Le utenze non residenti pagano anche una quota fissa annua. Valori in vigore dal 1 luglio al 30 settembre 2026 (delibera 227/2026/R/com).

'+10% di oneri' non vuol dire '+10% di bolletta'

Sono due frasi molto diverse. Gli oneri di sistema sono una fetta della bolletta, non la bolletta: aumentarli del 10% significa qualche euro all'anno, non un decimo della spesa. Per una famiglia da 2.700 kWh l'anno parliamo di circa 64 centesimi al mese. Se la tua bolletta è cresciuta molto più di così, la causa è quasi certamente un'altra voce - i consumi estivi, un conguaglio, o il prezzo della materia energia.

Va detto anche il resto del quadro, che nei titoli è sparito. ARERA ha lasciato invariata la componente ARIM e ha definito l'adeguamento "limitato e graduale" proprio per contenere l'impatto sulle famiglie. Dal 1 luglio ha inoltre ridotto le componenti di commercializzazione PCV e DispBT, ma quella riduzione non vale per tutti: riguarda il servizio di Maggior Tutela (delibera 218/2026/R/eel) ed è una delle ragioni per cui l'aumento della tutela si è fermato al 4,6%.

Nel mercato libero l'aumento ASOS non viene compensato

È una distinzione che vale la pena fare, perché è facile leggere "ARERA ha ridotto PCV e DispBT" e pensare che il rincaro si annulli da sé. Nel mercato libero il prezzo di commercializzazione lo decide il fornitore, non ARERA: con Limeon è il canone di 85 euro per POD all'anno, che non cambia. Se sei nel mercato libero, quindi, l'aumento degli oneri di sistema lo assorbi per intero: restano i circa 7,72 euro all'anno su 2.700 kWh, non meno. Il vantaggio della riduzione PCV/DispBT va ai clienti vulnerabili in Maggior Tutela.

Perché i due aumenti non sono davvero separati

C'è un dettaglio che spiega la confusione dei titoli: nel comunicato sulla Maggior Tutela, ARERA indica proprio l'adeguamento della componente ASOS fra le cause del +4,6%. I due annunci del 25 giugno non sono indipendenti. Per un cliente vulnerabile in tutela l'aumento degli oneri non si somma al +4,6%: è già dentro quel numero.

Perché la Maggior Tutela Aumenta Proprio Ora

L'aumento è legato all'andamento atteso dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica. Nel periodo estivo i consumi crescono (soprattutto per il raffrescamento) e, secondo ARERA, pesa anche il persistente quadro di incertezza sui mercati internazionali. Il risultato è un prezzo dell'energia più alto, che nella Maggior Tutela viene recepito con l'aggiornamento trimestrale.

Il riferimento di mercato è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale: il prezzo all'ingrosso fissato ogni ora dalla Borsa Elettrica. Quando il PUN sale, salgono le bollette agganciate al mercato; quando scende, scendono. Sono oscillazioni di mercato, non decisioni commerciali del singolo fornitore.

Attenzione al messaggio 'tutti pagano il 4,6% in più'

Il 4,6% è l'aumento della Maggior Tutela per i clienti vulnerabili, non un rincaro uguale per l'intero mercato. Diffida di chi lo presenta come un aumento generalizzato: la tua situazione dipende dal regime in cui ti trovi e dal tipo di contratto. L'unica cosa che il 1 luglio 2026 ha cambiato per tutti, indistintamente, sono gli oneri di sistema.

Un dato che aiuta a mettere il trimestre in prospettiva: su base annua la spesa dell'utente tipo vulnerabile in Maggior Tutela si attesta a 591,86 euro fra il 1 ottobre 2025 e il 30 settembre 2026, in calo dello 0,9%rispetto ai 597,30 euro del periodo precedente. Il +4,6% è un aumento trimestrale dentro un anno che, complessivamente, resta in leggera discesa.

Cosa Puoi Fare per Non Subire gli Aumenti

Non puoi controllare il prezzo all'ingrosso, ma puoi controllare quanto margine ci mette sopra il tuo fornitore e quanta trasparenza hai in bolletta. Ecco i passaggi utili.

1

Verifica in che regime sei

Controlla l'ultima bolletta: cerca la dicitura "Maggior Tutela", "Servizio a Tutele Graduali" oppure "Mercato Libero". Se sei cliente vulnerabile in Maggior Tutela, sei tra i clienti interessati dall'aggiornamento del terzo trimestre. Se sei nelle Tutele Graduali, ricorda che il servizio si chiude il 31 marzo 2027.
2

Distingui le voci regolate da quelle negoziabili

Sulla materia energia i fornitori competono; su trasporto, oneri di sistema, accise e IVA no, perché sono identici ovunque. Se la tua bolletta è salita ma la materia energia è ferma, stai guardando un aumento regolato: cambiare fornitore non lo elimina. La guida alle voci di spesa spiega riga per riga quale importo dipende da chi.
3

Guarda come è costruito il tuo prezzo

Se sei nel mercato libero, verifica se paghi un prezzo indicizzato al PUN o un prezzo fisso, e soprattutto quanto vale lo spread: la maggiorazione che il fornitore applica sopra il prezzo all'ingrosso. Lo spread è la parte che paghi in più a prescindere dal mercato.
4

Confronta la spesa annua totale

Non fermarti all'EUR/kWh: confronta la spesa annua totale, includendo la quota fissa. Usa il Portale Offerte ARERA per un confronto imparziale, oppure il calcolatore di risparmio Limeon per una stima a partire dal tuo consumo reale.
5

Cambia fornitore se conviene

Il cambio fornitore è gratuito, non interrompe mai la fornitura e non richiede interventi sul contatore. Se trovi condizioni migliori, passare è una pratica interamente digitale. Vedi la nostra guida al cambio gestore luce.

Il Modello Limeon: Nessuno Spread sul Prezzo di Mercato

Limeon FLEX paga l'energia al PUN puro, senza spread: non aggiungiamo margini sul prezzo all'ingrosso. C'è un solo canone fisso di 85 euro per POD all'anno, l'energia verde certificata è inclusa e non ci sono costi nascosti o anticipi. La fatturazione è monoraria, bioraria o trioraria, non ora per ora.

Siamo onesti su un punto: pagare il PUN puro significa seguire il mercato. Quando il prezzo all'ingrosso sale, sale anche la voce energia in bolletta, come per qualsiasi offerta indicizzata. La differenza è che con Limeon paghi il prezzo reale del mercato senza una maggiorazione sopra, e vedi in chiaro quanto stai pagando. Nessuno può proteggerti dalle oscillazioni del mercato all'ingrosso, ma puoi evitare di pagarci sopra un margine che non serve.

Assistenza 100% digitale

Limeon è un fornitore digitale: niente call center. Ci scrivi via email o apri un ticket dal portale clienti e ti rispondiamo, di norma, entro 1-2 giorni lavorativi. Questo ci permette di tenere basso il canone senza scaricare costi nascosti in bolletta.

Domande Frequenti

Il 25 giugno 2026 ARERA ha deciso due aggiornamenti in vigore dal 1 luglio. Il primo è il +4,6% delle condizioni economiche della Maggior Tutela per il terzo trimestre, dovuto ai prezzi all’ingrosso attesi (consumi estivi e incertezza sui mercati internazionali) e riservato ai circa 3 milioni di clienti vulnerabili in tutela. Il secondo è l’aumento della componente ASOS degli oneri di sistema (delibera 227/2026/R/com), che invece compare su ogni bolletta italiana a prescindere dal regime di mercato.
No. Il +4,6% si applica solo ai clienti vulnerabili in Maggior Tutela. Chi è nel mercato libero ha un prezzo che dipende dal proprio contratto: indicizzato al PUN oppure fisso. Il contesto di mercato che provoca il rincaro può comunque riflettersi sulle offerte indicizzate. L’aumento degli oneri di sistema, quello sì, riguarda tutti.
Sugli oneri di sistema sì: l’aumento della componente ASOS dal 1 luglio 2026 si applica a ogni bolletta, mercato libero compreso. Sulla materia energia no: non ti viene applicato l’aggiornamento ARERA della Maggior Tutela. Se hai un prezzo indicizzato al PUN, la tua spesa segue il prezzo all’ingrosso del mese e può salire o scendere con il mercato. Se hai un prezzo fisso, la materia energia resta bloccata per la durata prevista dal contratto, ma il blocco non copre gli oneri di sistema.
Gli oneri di sistema non pagano né l’energia né la rete: finanziano obiettivi di politica energetica nazionale. La componente principale è ASOS, che copre gli incentivi alle fonti rinnovabili e le agevolazioni alle imprese energivore e pesa oltre il 95% della voce. Con la delibera 227/2026/R/com ARERA l’ha aumentata dal 1 luglio 2026 per ricostituire la liquidità della CSEA, la cassa pubblica che raccoglie e redistribuisce questi importi e il cui conto ASOS incassa da anni meno di quanto eroga.
No, ed è l’equivoco più diffuso di questo aggiornamento. Il 10% è l’aumento della componente ASOS, non della bolletta. Per un’utenza domestica residente la quota energia ASOS passa da 2,8657 a 3,1515 centesimi di euro per kWh: circa 5,72 euro all’anno in più su 2.000 kWh e circa 7,72 euro su 2.700 kWh, al netto dell’IVA. Parliamo di qualche decina di centesimi al mese, non di un decimo della spesa. ARERA ha inoltre lasciato invariata la componente ARIM. La riduzione delle componenti di commercializzazione PCV e DispBT, decisa dalla stessa data, riguarda invece solo il servizio di Maggior Tutela: nel mercato libero l’aumento degli oneri si paga per intero.
No. Gli oneri di sistema sono fissati da ARERA e sono identici con qualsiasi venditore, in qualsiasi regime di mercato: nessun fornitore li stabilisce e nessuno ci guadagna sopra, vengono solo raccolti e riversati. Cambiare fornitore incide sulla materia energia e sulla quota fissa, non su questa voce. Chi ha diritto al bonus sociale ottiene però una riduzione proporzionale anche sugli oneri di sistema.
Verifica in che regime sei, controlla quanto spread paga la tua offerta sopra il prezzo all’ingrosso e confronta la spesa annua totale (non solo l’EUR/kWh). Se trovi condizioni migliori, il cambio fornitore è gratuito e non interrompe la fornitura.
Nessun fornitore può proteggerti dalle oscillazioni del prezzo all’ingrosso. Con Limeon FLEX paghi il PUN puro senza spread più un canone fisso di 85 euro per POD all’anno: quando il mercato sale paghi di più, ma senza margini aggiunti sopra il prezzo reale e con piena trasparenza su quanto stai pagando.
La procedura di cambio fornitore (switching) è gratuita: non ci sono costi di passaggio né dal vecchio né dal nuovo fornitore, la fornitura non si interrompe e non serve alcun intervento sul contatore. Con Limeon non è previsto alcun deposito cauzionale né imposta di bollo; controlla solo eventuali penali di recesso anticipato indicate nel tuo contratto attuale. Fanno eccezione le operazioni diverse dallo switch, come una nuova attivazione o una voltura, che prevedono un contributo amministrativo regolato di 23 € + IVA.

In Sintesi

Il 1 luglio 2026 sono scattati due aumenti diversi. Il +4,6% della Maggior Tutela riguarda i soli clienti vulnerabili ed è figlio dei prezzi all'ingrosso, non di una scelta commerciale. L'aumento degli oneri di sistema riguarda invece tutti, ma vale qualche euro all'anno: molto meno di quanto suggerisca il "+10%" letto nei titoli.

Su nessuno dei due un fornitore può fare qualcosa, ed è giusto dirlo. Quello su cui puoi incidere è l'unica voce che i venditori decidono davvero: quanto margine c'è sopra il prezzo di mercato. Meno spread paghi, meno pesa ogni rincaro che arriva da fuori.

Verifica se sei in Maggior Tutela, nelle Tutele Graduali o nel mercato libero
Distingui le voci regolate (uguali per tutti) da quelle negoziabili
Controlla lo spread applicato sopra il prezzo all'ingrosso
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